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Diario
27 gennaio 2012
Ultimi pensieri:
mI tocca salvaguardare tutti noi. E, a riusciurci, trovarmi un po' di vita... [Questo non lo capirai mai.]
| inviato da Sabbath il 27/1/2012 alle 0:9 | |
24 gennaio 2012
Stessa versione riguardata alla luce della Gloria.
Eterna l'immobilità del cazzo i suoi occhi la cosa le cose la fronte sotto acqua calda. Eterna la fronte sulla parete: due tre volte. Orrore alla luce della Gloria mentre Sabbath intende chiedere alle stesse parole di prima dove la certezza che queste eternità scompaiano dal cerchio finito dell'apparire e cosa attendere dai sopraggiungenti eterni nel mentre senza ironia si combatte la fina ingloriosa di tutta questa gloria resta la stessa versione resta una mancata distrazione l'orrore del previsto l'errore della previsione epistemica cosa prevista spaventa nell'atto stesso al massimo della contraddizione sostenibile ancora per pochissimo che in tutto questo ci sei ancora tu Sabbath si accascia
| inviato da Sabbath il 24/1/2012 alle 19:19 | |
23 gennaio 2012
Intorno alla verità della previsione epistemica riguardante il cazzo. In ambito nichilista.
Immobile. Inerte. Vede corpo nudo. Ai suoi occhi è cosa nuda. Meglio: cosa e basta. Immobile, inerte, inerme. Si consuma in atto ciò che presente in potenza come previsione anch'essa attuale è chiaro attendeva senza trepidazione il pratico riscontro per farsi fatto lo registra a notte sotto una doccia calda per registrare il tutto con mente fredda appoggia con forza la testa alla parete ghiacciata due tre quattro volte non esce sangue nè dolore dal petto l'acqua bollente gli restituisce la dimensione antica del salto dalla terra al niente da giorni sabbath non si distrae
| inviato da Sabbath il 23/1/2012 alle 18:54 | |
21 gennaio 2012
Morris Sabbath
non ha più un cazzo da spartire con nessuno.
| inviato da Sabbath il 21/1/2012 alle 0:22 | |
18 gennaio 2012
Certo,
qui comunque si spera di uscirne vivi da questa notte.
| inviato da Sabbath il 18/1/2012 alle 23:16 | |
18 gennaio 2012
Claudia,
stasera cena coi parenti. Andiamo ai fatti: pare che tu non abbia più notizie di me. Dici: tu decidi e io eseguo. ...E io ti amo. Mai nessuno lo disse. Sai Claudia, potrebbe sfuggirti quello che io provo e penso. Che non accada, Claudia, c'è solo morte, dopo. Prometto e mantengo.
| inviato da Sabbath il 18/1/2012 alle 23:0 | |
15 gennaio 2012
[ 5, fine]
Morris Sabbath, nel ricordare che la vita è una sola si riprende quello che gli spetta e quello che vuole.
| inviato da Sabbath il 15/1/2012 alle 0:31 | |
8 gennaio 2012
[4, continua]
[Sabbath nel frattempo subiva una diabolica metamorfosi: stava cambiando occhi. I suoi.]
| inviato da Sabbath il 8/1/2012 alle 23:31 | |
6 gennaio 2012
[3, continua.]
[In tutto questo Sabbath pensava alle cose che sa fare Sabbath in meno di un'ora. Cose buone e giuste per Sabbath e l'umanità intera.]
| inviato da Sabbath il 6/1/2012 alle 0:29 | |
4 gennaio 2012
[2, continua.]
Donna di parole cerimoniose, questo, più o meno, l'incipit di Apollonia: "Maestro, perdonerai se a tardare saranno proprio le domande promesse. Colpa della mancata familiarità di questi anni. Scuserai, allo stesso modo, le mie forme invecchiate e la mia tenue tenuta.... Banalizzo in nome della vecchia stupidità: il Tu della Babilonia non è il Tu praticato in Europa. Dici, inoltre, che il primo è il sempre stato....a minacciare, anche, il secondo, all'insaputa di questo. E' alla donna babilonese che portavi regali dalla Babilonia. Trapiantata in Europa è a lei che portavi oggetti della vostra vita. Collaborativo sì, ma collaborazionista mai. Pensi tu, amato Maestro, adesso, che noi potremmo sopportare o solo volere una tua confessione? E la confessione che scrivi per i tuoi antenati, dimmi, include l'Europa ma tace della Babilonia... dei misfatti... e ne vale la pena? E tutto questo mai dire che ti assale nel momento di parlare dovrebbe restare mai detto. Lo so, hai scorte di veleno da fare impazzire il mondo tutto ma, Maestro, ne va della tua animalità. Zittisci, in nome degli Dei."
| inviato da Sabbath il 4/1/2012 alle 21:9 | |
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