.

Sabbath
niente mantiene ciò che promette


Diario


2 maggio 2012

Invocazione:

Claudia!




permalink | inviato da Sabbath il 2/5/2012 alle 14:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 aprile 2012

Non abbiamo lavorato per il Bene.

 La sua Idea, quello comune, quello interno all’azione…non hanno mai sfiorato pensieri e volontà. Assistiamo a una strana conclusione: tutto il male è accaduto e la Storia non può proseguire il suo corso. L’espressione: evitiamo di farci del male interessa un possibile futuro che al momento non si dà…
Mio caro,
analizzando il passato scopri il colpevole: io.
Non che avessi dubbi.
[La mia versione, analisi, interpretazione, esegesi,…andava raccontata anni fa.Allora, non ci fu tempo.Ora, mi accorgo che non saprei da dove iniziare.]
Certo, la geopolitica: lo Stato per essere Stato o riconosce un nemico esterno o non è…
Sono, quindi, il tuo nemico.
[Due giorni fa ho atteso tutto il pomeriggio un telegramma dalla Russia…nel giorno della liberazione mi aspettavo un saluto dai vecchi compagni. Certezza fisiologica che ovviamente non è stata esaudita. Non credere che abbia perso il pomeriggio. Ripeto: è stato un pomeriggio d’attesa. Spasmodica. Poi ho pensato che un fascista rosso non merita liberazione. Perché scrivo questo, vecchio mio? Per notiziarti della mia versione…Che sarà una versione tipicamente Occidentale, ma è la mia.]
Capisco che l’esser mio, ai tuoi occhi, non vale una giustificazione. Non era questo l’intento. Sta solo a dire che ognuno, concedimi la banalità, se ne sta con le proprie ragioni senza scorgere un volto, una parola, un silenzio che squarci…quello che dovrebbe squarciare.
E’ che non mi racconti più favole, io non sono più bambino, e Sermione si perse di vista.
Come vedi, i miei soliti riferimenti – violentati – a qualcosa che ha a che fare con i libri. Di questo non mi scuso: prima filosofare poi vivere. Nel mio piccolissimo caso: vivere tra con dentro i libri…vale vivere.
Mio caro,
permettimi un gesto d’immodestia: sono l’unico che ti ha voluto e vuole bene. Dico lo stesso di te. Per questo motivo del bene comune, della sua Idea…ci siamo disinteressati.
Giova ricordare questo.
A breve i nostri cuori, sì, i nostri cuori, potranno…saranno preda dell’odio più viscerale. E allora il nostro bene non servirà da argine. No. Al massimo servirà a non farci male. Certamente servirà come materia di riflessione: come da quel bene…l’ odio? E’ la stessa cosa?...
Mi fermo con le domande. Non vale sporcare con la filosofia queste mie parole.
Ciascuno porrà le domande che vuole…
Mi fermo qui.
Puoi immaginare la stanchezza di dire la verità.
Ti bacio.
Come quando…da bambino…dopo il solito sogno…cercavo il tuo calore.
Non l’ho dimenticato.




permalink | inviato da Sabbath il 27/4/2012 alle 20:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


25 aprile 2012

I luoghi che parlano di te.

Li visito tutti:
arido e disperato.




permalink | inviato da Sabbath il 25/4/2012 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


23 aprile 2012

Giuro sulle lacrime di questa mia sera:

la tua Bellezza mi uccide.




permalink | inviato da Sabbath il 23/4/2012 alle 1:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 aprile 2012

Le cose che finalmente ti ho detto.

Stiamo accompagnando una persona alle terme.
Al ritorno restiamo soli. Mi confessi i tuoi segreti. Mi eccito. Da allora esiste un patto tra di noi. Infrangi il patto chiedendo aiuto a quella persona. Rovini tutto. Ti dico che comunque non ti puoi lamentare: sono stato il tuo migliore allievo; i tuoi segreti li ho custoditi con diligenza.
Rispondo ai tuoi pensieri: so bene che questi non sono discorsi che si fanno…ma tocca dire tutto ora che tra di noi è tutto chiaro…alla fine tutto mi è diventato chiaro. Strano, ho impiegato troppo tempo per arrivare a questo, ma ora che, come un’illuminazione, trovo l’anello mancante, il più importante, posso finalmente impazzire senza recriminare.
Resti muto.
Senza dare il minimo spazio alla teatralità, dico: cazzo, finalmente ho capito…è che non capivo e stavo male perché io sono quello che deve capire soprattutto le trame sporche della tua mente. E tu che fai, quando ti sei accorto della tua impotenza, vieni meno al gioco e chiedi aiuto. Cazzo: mi hai tradito e io non l’ho mai fatto.
Mi guardi, credo.
Ma, come il tipo che raggiunge la maturità nel giorno della sua impiccagione, ritrovo la mia verità dopo mesi di pensieri.
Hai tradito.
Hai tradito.
Non hai forza per giustificarti, ma io ti accompagno alla porta, e anche lì, senza teatro, ti dico di non preoccuparti e ti ringrazio per avermi impiccato all’infelicità…
Sì, il tuo tradimento e la mia infelicità.
[Ho una strana paura di questa assoluta verità].




permalink | inviato da Sabbath il 15/4/2012 alle 12:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 aprile 2012

A notte fonda so bene dove conduce tutto questo mio scrivere.

E’ un luogo che conosco da quando ero bambino.
E’da lì che ho costruito questa mia vita.
So altrettanto bene che la tracciabilità del tempo vissuto è insita nella gelosia che provo per te. Potenzia, essa, la coscienza dell’assenza, il patimento dell’eterna contraddizione che non ferisce a morte…il tempo: che lo s’intenda nella sua universale numerabilità, che lo si viva come durata, in entrambi i casi ci sarà un tempo che non prevederà noi come presenza di noi.
E la gelosia, come stato d’animo fondamentale, anticipa l’atto del distacco producendo rappresentazione del distacco.
Mostrando quel tempo prossimo- facendo sì che il futuro invada per un attimo il presente, violentando la trama familiare dell’essere-ora in nome e per conto di una necessità…futura che in quanto necessità agisce oggi su questo mio corpo malato di poca meraviglia – che s’accorgerà di noi come passato.
La dinamica – posta nella sua oggettività – accade nello spazio dell’io: nel suo stomaco, luogo deputato per far tracimare la pazzia del tempo.
Dinamica questa che, in modi evidenti e chiari, ha a che fare con la morte:
e io, a notte fonda, so bene dove conduce questo mio scrivere.




permalink | inviato da Sabbath il 14/4/2012 alle 16:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 aprile 2012

Tutto era già in cammino: da allora a qui.

Questa dispersione.
La necessità di destinarsi al passato.
Questa strana quiete.
La tua contraddittoria mai contraddetta felicità.
L’impossibilità del Dio
e la nostra incapacità a progettare futuro.
E poi mi vedo nell’attimo in cui
riapro una lettera datata dicembre.
Quella lettera era in cammino:
dalla banalità del fanciullo alla banalità dell’uomo.
Quasi riesco a scoprire le trame
che mi hanno condotto fin qui.
Anche quelle in cammino: da qui ad allora.
E poi quel mio innato desiderio di fuga e distruzione:
quello non si è mai mosso.
Lo ritrovo spalancato nei miei polmoni.
Rimetterlo in cammino, sulla strada,
a volte mi spaventa e a volte mi seduce.
Sullo stesso, in verità, non ho mai potuto esercitare il dominio della mia volontà.
Come ospite indesiderato -desiderato occupa, quando vuole, lo spazio del mio Occidente.
E tutto si distrugge.
Anche questo cammino.




permalink | inviato da Sabbath il 12/4/2012 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 aprile 2012

Da allora a qui: nulla era in cammino.

Non la tristezza di queste ore.
Incredibile.
Non queste ore, ingestibili.
La mancata distinzione che pure poni tra sapere e vedere, neanche questa era prevedibile.
Non certo la previsione di questi giorni.
Con gli occhi chiusi
con l’amore che strazia questo petto
tra le tante cose che ti debbo
insomma
non ero certo io che camminavo
certo ti dicevo
t
ra le troppe cose che devo a te….
sei il pensiero inconsolabile di questa mia sera.




permalink | inviato da Sabbath il 11/4/2012 alle 20:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 aprile 2012

Felice pasqua:

agli dei, perché questo è il giorno della loro morte.
A Cristo, perdonato dal Padre.
Auguri ai dannati
e pietà per il mio presente.
A chi ha la forza di decidere
e a chi questa forza venne a mancare.
Anche alle cose e alle troppe parole:
auguri.
Alla pioggia primaverile che mi bagna
e alla lucidità di questo momento.
Alla solennità di questo scritto:
al tentativo di raccontarsi per vero fuori tempo massimo.
A chi nulla ha più da recriminare
e accetta questo destino.
Allo stare in altri luoghi con la solita impressionante solitudine:
auguri.
Ai giuramenti, alle cose promesse:
mantenute e non.
Al Vangelo secondo Giovanni
e del tempo sporcato da questa vita.
A chi mi crede.
Auguri a chi crede alle mie parole:
mi farebbe piacere.
A chi beve il calice
mangia il pane dei ricordi
e non dimentica.
A chi scommette sulla propria tenuta.
E perde.
Auguri a chi ha perso la Bellezza e non doveva succedere.
A chi fa brutti pensieri.
Alla scomparsa di Sabbath che non risorgerà…se non scomparendo.
All’agonia della Resurrezione.
Auguri.




permalink | inviato da Sabbath il 8/4/2012 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


7 aprile 2012

Sabbath

e la possibilità dell'estinzione.




permalink | inviato da Sabbath il 7/4/2012 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     aprile       
 
 




blog letto 194309 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE


 

 

 


Il fatto è che di Sabbath voi sapete poco.

Non l’avete mai visto, bello come un angelo, con una camicia di lino celeste. Non l’avete mai sentito tossire. Non l’avete mai visto sparire nell’inferno della Vesuviana. Non l’avete mai sentito corteggiare una donna. Non l’avete mai visto prendere sul serio i miei pensieri. Non l’avete mai sentito parlare di filosofia.

Non vi ha mai pizzicato una guancia. Non ha mai fatto sorridere vostro padre. Non ha mai riconosciuto in un vostro verso un cedimento dannunziano.
Non ha mai riconosciuto nella vostra donna la sorella minore di Madame De Staël.

Eugenij Bazarov
23 marzo 2006  
 

CERCA